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Blitzkrieg e note storiche sui mezzi impiegati (parte 1a) E-mail
Scritto da hummel martedì 18 dicembre 2007   

Quando si parla di “Blietzkrieg” l’immagine che viene piu’ frequentemente in mente e’ quella di un carro armato tedesco in movimento e fanterie meccanizzate al seguito. Contrariamente al credo comune, l’esercito tedesco era solo in piccola parte dotato di truppe motorizzate o meccanizzate, il traino equino, infatti, venne usato in larghissima misura fino al 1945 inoltrato.

Nascita del carro armato e primi impieghi

I tedeschi furono uno degli ultimi eserciti a sviluppare l’arma corazzata durante la prima guerra mondiale. I Primi esperimenti in tal senso, infatti, furono intrapresi dall’esercito britannico sullo studio di un trattore corazzato (little Willie Fig.1) in grado di superare i reticolati di filo spinato e il terreno devastato di un campo di battaglia. Il sistema di sterzatura piuttosto primitivo consisteva in due grosse ruote (esterne al carro) collegate a una coda snodabile, una leggera blindatura proteggeva l’equipaggio da colpi di armi leggere. Una volta verificata l’effettiva validita’ dell’idea si penso’ di accoppiare alla protezione della corazza e alla mobilita’ data dalla trazione a cingolo un armamento adeguato all’offesa e all’accompagnamento della fanteria in attacco. Il primo carro inglese (mark1 Fig.2) denominato “Mother” era costituito da cingoli avvolgenti su una struttura trapezoidale, due gondole ospitanti due cannoni da 75mm in grado di sparare sui due lati del carro e una coda con due ruote per la sterzatura. Il carro fu coperto da un nome in codice per evitare che il nemico venisse a conoscenza della nuova arma segreta con il nomignolo “TANK” (serbatoio) nome che poi viene usato tutt’oggi per definire gli AFV (Armoured Fightin Vehicle o veicoli da combattimento corazzati).

Mark 1 "Mother" - notare le ruote sterzanti e le reti antigranate.

Il primo impiego in battaglia della nuova arma si ebbe il 15 settembre 1916 nella Battaglia della Somme dove le nuove truppe corazzate non dettero una gran prova di se ma aprirono la strada a una nuova era. I carri, infatti, lenti, senza comunicazioni radio, con scarsa visibilita’ e poca coordinazione riuscirono a penetrare per pochi chilometri nelle linee nemiche venendo bloccati perlopiu’ dal fuoco dell’artiglieria e dal terreno fangoso. Il successo vero e proprio fu piuttosto psicologico dato che all’avvicinarsi delle sferraglianti macchine le fanterie tedesche venivano colte dal panico arrendendosi o dandosi alla fuga (“tank scrooge”).

Nei modelli britannici (Mark IV Fig.3) successivi si penso’ a migliorare la sterzatura (eliminazione delle ruote di sterzo e freni differenziati sui cingoli), l’armamento (i carri venivano nominati “Male”se dotati di cannoni, “female” se dotati di mitragliatrici o “Hermaphrodite” se avevano entrambi), soprattutto l’impego (migliorando la mimetizzazione, il supporto della fanteria e la cooperazione interforze) e le comunicazioni (usando speciali segnali meccanici colorati sistemati sul cielo del carro). Si dovra’ pero’ attendere gli anni 30 per avere nell’esercito inglese apparati radio efficienti montati su alcuni carri comando.Altri tipi di carri vennero in seguito sviluppati per impieghi specifici es artiglieria semovente (scafo Mark IV modificato), recupero o appoggio alla cavalleria (Wippet Fig.4). La forma del modeno carro armato si deve ai francesi che con il Renault FT17 Fig.5 riuscirono a alloggiare l’armamento principale su una torretta rotante capace di ingaggiare bersagli a 360°. Anche i francesi produssero una serie di carri per impieghi specifici usandosoprattutto lo scafo FT17: Radio, artiglieria, nebbiogeno, artiglieria ecc.

Carro renault FT17

I tedeschi resisi conto dell’efficacia della nuova arma misero in piedi un reparto di carri Mark IV catturati “beutepanzer” e una speciale commissione denominata “Allgermaines Kriegsdepartment, 7 Abt., Verkehrswesen” per lo studio di un nuovo veicolo da combattimento. Dallo studio della suddetta commissione naque l’A7V Fig.6 il primo carro da combattimento tedesco. Il carro di forma rettangolare era armato con un cannone di preda bellica da 57mm e 6 maxim 08 distribuite su tutti i lati del carro. L’equipaggio era di ben 18 uomini Fig.6bis. Di questo carro (fortunatamente) sopravvive un esemplare (denominato “mephisto”) al Museo della Guerra di Camberra.

Il primo scontro tra carri della storia ebbe luogo a Villers-Bretonneau il 24 aprile 1918 tra MarkIV e Wippet inglesi, Beutepanzer Mark IV e A7V tedeschi. Nello scontro fu evidenziata l’impreparazione inglese ai combattimenti corazzati e la perdita di un A7V che cadendo in una cava dovette essere abbandonato intatto al nemico. Un buon resoconto della battaglia e’ reperibile in Wikipedia.

Nasce la Blietzkrieg

Dopo la guerra le pesanti limitazioni imposte dagli alleati alla Germania lo sviluppo dell’arma corazzata riguardo’ solamente le nazioni vincitrici, Inghilterra, Italia, Stati Uniti e Francia svilupparono tutta una serie di veicoli blindati e tecniche di impiego dove i Francesi si trovavano all’avanguardia in fatto della qualita’ dei mezzi sviluppati.

I tedeschi comunque avviarono una serie di sperimentazioni perlopiu’ come consulenti presso la Russia finche’ con la salita al potere di Hitler l’armata corazzata tedesca pote’ risorgere come la fenice dalle ceneri. I primi carri da combattimento studiati riguardavano carri leggeri per appoggio alla fanteria e esplorazione e carri medi da usare come punta di lancia per la nuova dottrina di combattimento sviluppata da Heinz Guderian scrittore del famoso saggio “Achtung panzer” saggio sul quale verranno poi sviluppate le tecniche di combattimento della Blietzkrieg (guerra lampo).

La nuova dottrina, in controtendenza rispetto a tutte le dottrine sull’impiego dei veicoli corazzati degli altri paesi, prevedeva l’appoggio interarma tra fanteria, carri, artiglieria e soprattutto aviazione con lo scopo di rendere il piu’ possibile mobile la linea del fronte e accelerare cosi’ le fasi di penetrazione verso gli obiettivi principali. Le prime sperimentazioni sul campo nell’armata tedesca si ebbero durante la guerra civile spagnola 1936 dove i carri leggeri tedeschi (panzer 1 Fig.7) e quelli italiani CV33 Fig.8 si trovarono a fronteggiare i piu’ moderni e meglio armati T26 Fig.9 di fabbricazione russa.

Nella Guerra di Spagna vennero evidenziate le linee guida per lo sviluppo dei successivi progetti tedeschi: Armamento principale in torretta, armamento secondario coassiale e (spesso) di scafo, c carri in grado di comunicare col comando a livello individuale, corazze in grado di resistere a colpi controcarro, equipaggio con compiti specifici (i tedeschi furono gli unici all’inizio della guerra ad avere il capocarro che non doveva anche fungere da porgitore-tiratore), posti comando avanzati con collegamenti radio a medio/lungo raggio. Nella guerra civile spagnola vennero anche sperimentate le prime tecniche per l’impiego dell’aviazione moderna, organizzazione della caccia, uso dei cacciabombardieri e bombardieri in picchiata e bombardamento strategico che caratterizzeranno tutte le operazioni aeree della Seconda Guerra Mondiale.

Panzer III, 38(t) e Panzer II - Francia 1940

Fasi della Blietzkrig

Nella prima fase l’aviazione veniva usata come artiglieria a lungo raggio per interrompere le linee di comunicazione e rifornimento, appoggio diretto alle truppe di terra avanzanti, colpire centri di fuoco e aeroporti. A tale scopo vennero studiati particolari tipi di velivoli HS123 Fig10, JU87 Stuka Fig.11, capaci di portare un buon carico bellico e con tecniche di picchiata per il bombardamento di precisione allora innovative. Spesso per instillare il panico e aumentare l’effetto psicologico del bombardamento all’aereo venivano installate particolari sirene che producevano un suono caratteristico.

La seconda fase prevedeva l’attacco da parte delle fanterie su tutto il fronte per bloccare l’iniziativa nemica e coprire il reale punto d’attacco.

Nella terza fase irrompevano le fanterie preposte allo sfondamento e aprivano un varco nel fronte nemico.

La quarta fase prevedeva lo sfondamento da parte di truppe corazzate con veicoli medio/pesanti (panzer III Fig.12 e IV Fig.13) appoggiati sui fianchi e in funzione esplorante da carri leggeri e autoblindo (panzer I, Panzer II Fig.14, autoblindo, ecc) e fanteria meccanizzata (panzergrienadier su sdKfz 250 Fig.15 e 251 Fig.16) creando delle sacche. Per appoggiare l’avanzata delle truppe corazzate vennero sviluppate armi controcarro (anabbreviato in PAK) sviluppate poi in modo da poter piu’ agevolmente seguire le veloci truppe corazzate in artiglierie semoventi o cannoni d’assalto (STUG) Fig.17.

La Quinta fase prevedeva il rastrellamento delle truppe rimaste “insaccate”, la conquista di centri vitali e l’avanzamento delle artiglierie

Gli alleati, ancora legati al sistema tradizionale di tattica risalente alla Grande Guerra caratterizzata dal massiccio impiego di artiglierie e centri di fuoco trincerati, truppe corazzate prive di radio vennero totalmente annichilite dovendo cedere la Polonia (1 settembre – 26 ottobre 1939), Paesi Bassi (in soli 5 giorni) e la Francia nel volgere di poco piu’ di un mese (10 maggio 1940 – 25 giugno 1940).

Campagna di Francia 1940

Fonte: http://www.liceoberchet.it/netday00/storia/2gm/francia.htm

 

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