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[Tecnica] Il Bofors e ed il suo proiettile da 40 mm E-mail
Scritto da ezio sabato 05 gennaio 2008   

Mi riallaccio ad una interessante domanda fatta in arena, e cioè se è possibile regolare la spoletta dei proiettili dei Bofors, per spiegare due o tre cose sull ' argomento, di cui sono  a conoscenza avendo fatto il militare in artiglieria contraerea leggera ed avendo quindi passato 15 mesi accanto ai cari vecchi 40/70.

Risponderò quindi ad alcuni quesiti, come:

  1. è possibile regolare la spoletta del proiettile?
  2. se mentre si maneggia un prioiettile quello sfugge di mano e cade... può esplodere?
  3. come si fa ad essere sicuri, nella concitazione della battaglia, di non sparare (ad esempio) ad un vicino edificio amico?

A tal proposito a prima cosa da dire è che quando si progetta una qualsiasi arma, essa è pensata per rispondere a due esigenze: 

  1. essere il più possibile efficace nei confronti del nemico
  2. essere il più possibile sicura nei confronti dell' amico

La seconda argomentazione è sovente lasciata in disparte, in quanto meno emozionante a trattarsi della prima, ma tuttavia non meno importante: in guerra il combattimento vero e proprio rappresente la minima parte di una campagna, fatta per lo più di esercitazioni, spostamenti ed estenuanti attese. Per la assoluta maggior parte del suo utilizzo, l' arma deve essere più sicura che efficace. Da qui la sicura di cui ogni arma portatile dispone, le diverse sicure di cui dispongono le varie bombe a mano e via dicendo.

Ma veniamo al Bofors.

La prima risposta, cioè se è possibile regolare la spoletta del proiettile, è negativa: i proiettili dei Bofors non hanno spoletta a tempo.

A differenza dei cannoni contraerei pesanti, il cui scopo è quello di abbattere aerei a vari chilometri d' altezza e che fanno quindi dell' esplosione del proiettile vicino all' aereo il punto di forza della loro efficacia con veri e propri tiri di sbarramento, il proiettile del Bofors è pensato per il tiro diretto, nei primi 1.000 / 1.200 metri di percorrenza del proiettile stesso e la sua esplosione è prevista sia per ampliare i danni diretti, se urta strutture rigide dell' aereo, ma anche e soprattutto (stiamo parlando del 99% dei proiettili) perchè non cada a terra integro, procurando danni ad amici.

Non ho trovato sul web il disegno dello spaccato di un proiettile da 40 mm, per cui abbozzo io un semplice disegno:

sezione proiettile 40 mm

L' immagine è estremamente schematica e non in scala (in realtà la spoletta è alquanto più piccola), e mostra un proiettile di artiglierie leggera nelle sue parti fondamentali:

  1. una parte anteriore (la spoletta)
  2. un corpo centrale, in cui è inserita la carica esplodente (4)
  3. una parte inferiore, in cui sono alloggiate la sostanza tracciante e la miccia ( 5 ), destinata a far esplodere comunque il proiettile dopo 5 / 7 secondi.

La spoletta è un piccolo capolavoro di ingegneria meccanica: la punta in alluminio, deformandosi nell' urto contro un ostacolo, spinge verso il basso lo spillo percussore ( 1 ) che, facendo esplodere la capsula ( 3 ) provoca l' esplosione della carica ( 4 ) contenuta nel corpo centrale del proiettile.

E se questo mentre lo maneggio mi casca dalle mani? Qui entrano in gioco:

  1. il modo con cui è costruito lo spillo, che è forgiato con una corona circolare posta lungo il suo asse
  2. alcune sfere ( 2 ), spinte da deboli molle verso l' asse della spoletta.

Nel normale maneggio del proiettile lo spillo non può pertanto scendere a colpire la capsula, perché la corona circolare (e quindi lo spillo stesso, ad essa solidale) è impedita nella discesa dalle sfere sottostanti.

Ora, le canne delle armi da fuoco sono rigate, per imprimere al proiettile un moto rotatorio intorno al proprio asse. Questo movimento rotatorio-giroscopico del proiettile serve ad controbilanciare le vibrazioni negative derivanti sia dalla  sua resistenza aerodinamica all’aria che dalla spinta inerziale ricevuta dalle pressioni dei gas, che tendono a destabilizzarlo dalla sua traiettoria lineare, facendolo deviare e rendendolo impreciso. Bene, quello stesso movimento rotatorio, una volta che il colpo è stato sparato, spinge per forza centrifuga le sfere verso l' esterno, liberando la corona circolare e lasciando pertanto lo spillo interamente libero nella sua corsa.

Tanto semplice quanto ingegnoso!

Quindi le sfere nella spoletta impediscono al proiettile di esplodere quando esso è maneggiato incautamente, e la miccia nella sua parte inferiore di esplodere tra amici, qualora ricadesse integro. Naturalmente la miccia è accesa, così come la sostanza tracciante, dal calore provocato dall' esplosione della carica di lancio.

Rimane un ultima domanda: e come impedire, nella concitazione della battaglia, di non sparare ad esempio ad un edificio amico?

I progettisti del Bofors hanno risolto il problema con un ingegnoso sistema meccanico: sul fianco del cannone, protetta da uno sportello, si trova una serie di cilindretti in metallo, posti su piastre metalliche circolari, che possono essere premuti o non premuti.

La prima cosa che fa un capo-pezzo quando un Bofors viene piazzato è quello di far ruotare il cannone, circa 10 gradi per volta, su tutti i 360 gradi. Ogni dieci gradi circa alza la canna quel tanto che basta perché sia sicuro che in quella direzione e con quell' alzo non si possa colpire nulla con tiro diretto, preme gli opportuni cilindretti, realtivi a quella direzione ed a quell' alzo et voilà, da quel momento in poi quando il cannone si troverà in quella direzione al percussore sarà meccanicamente impedito di colpire la capsula del bossolo qualora la canna abbia un alzo inferiore a quello impostato tramite la pressione dei relativi cilindretti.

 

 
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